In termini di scenari futuri i 400.000 attuali abitanti di Catania (rischio elevatissimo) si ridurrebbero di 50.000 unità se si scatenasse quel terremoto che si paventa da decenni. Solo il 5% delle abitazioni di Catania è a prova di terremoto - almeno in teoria -, tre abitanti su quattro sarebbero comunque coinvolti (per confronto, a Campobasso, un abitante su sei).La Gaia Scienza non è così gaia: nella puntata di apertura della nuova serie in onda su La7, Mario Tozzi abbraccia l'atmosfera dell'allarme urlato che contraddistingue l'informazione e la divulgazione televisiva e parla di 50.000 morti nel caso di un sisma a Catania. Tozzi si autocita e la stessa frase già si trovava nel suo articolo pubblicato da La Stampa del 16 aprile: "Quindici milioni gli italiani a rischio. Radiografia dell’Italia minacciata".
Il messaggio deve sempre essere in linea con il medium utilizzato; se l'osservazione, di una gravità indubbia, può trovare posto negli atti di un convegno e, seppure con qualche limite, sulle pagine di un quotidiano, la stessa gridata alla televisione diventa puro allarmismo in piena omologazione con l'informazione urlata dove tutto deve essere sottolineato a toni molto alti: la catastrofe, la pandemia, il disastro sono ormai all'ordine del giorno sulle nostre tavole all'ora dei TG.
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